QUANDO MARSALA PERSE LE MURA

La maggior parte dei castelli medievali oggi è in rovina, le fortificazioni sono a pezzi, le mura spoglie, i grandi saloni silenziosi, tranne forse per il vento che vi soffia dentro. Si riescono, però, a scorgere utili indizi che, analizzati alla luce delle attuali conoscenze, ci fanno capire com’era un castello medievale ai tempi degli antichi splendori. Molte dominazioni e differenti civiltà si sono succedute in Sicilia, sia per l’importanza strategica del luogo, sia per la singolare bontà del clima. Tutte le dominazioni hanno lasciato segni tangibili come i castelli, che raggiunsero il loro massimo splendore nel medioevo. Molti furono edificati da Normanni e Svevi. Con Federico II il Regno di Sicilia raggiunse livelli invidiabili di prosperità, mai conseguiti fino a quell’epoca da nessun paese europeo e le più importanti casate nobiliari come i Chiaramonte, i Ventimiglia e altri, s’impegnarono in una vasta opera di edificazione. Nati per scopi di difesa e di potere, oggi i castelli sono luogo di attrazione per i numerosi turisti che visitano la Sicilia e per i tantissimi amanti dell’arte. Marsala, dopo l’annessione al Regno di Sardegna, una buona parte delle mura cittadine erano state abbattute; nel 1866 un Decreto Legge del Re faceva cessare dal ruolo di difesa alcune strutture, tra cui: le mura cittadine erette dagli spagoli, alcune porte d’ingresso alla città (e tra queste Porta Mazzara e Porticella) alcuni Bastioni, la torre fortificata di San Teodoro, le torri sulle isole dello Stagnone, La torre Sibiliana, ecc. A Mazara del Vallo. perse l’esistenza il Castello Normanno….

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